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Alcoolismo.
Gli alcoolisti sono bevitori eccessivi in cui la dipendenza
dall’alcool è tale che essi presentano sia un disturbo mentale, sia delle
manifestazioni che ledono la loro salute psichica e fisica, le loro relazioni
con gli altri ed il loro comportamento sociale ed economico.
Fousquet afferma che” vi è alcoolismo quando l’individuo ha di fatto perso la
libertà di non bere.”
L’alcoolismo è un fenomeno sociale pressoché universale, che consiste nel
consumo quotidiano od occasionale, per esempio durante il fine settimana, alle
feste o alle cene con amici.
La maggioranza dei consumatori sono bevitori moderati, gli alcoolisti, nel
senso stretto della dipendenza dall’alcool, rappresentano il 6% dei
consumatori.
Tipologie di alcolista:
Secondo Jellinek si possono individuare diversi tipi di persone dedite
all'alcol:
Bevitori alfa: consumatore che beve per disinibirsi, per allentare i propri
freni.
Bevitori beta: bevitore occasionale. Questi due tipi non sono affetti da
dipendenza, ma hanno un maggior rischio, rispetto la popolazione generale.
Bevitori gamma: è l'alcolista che non controlla le proprie abitudine riguardo
il bere.
Bevitori delta: è l'etilista soggetto a crisi di astinenza ed è quindi per lui
impossibile astenersi.
Bevitori epsilon: il soggetto è un bevitore episodico, con periodi di eccesso
(per es. sobrio durante tutta la settimana, ubriaco nel weekend.).
La classificazione di Fousquet individua quattro forme di alcoolismo:
Alcolismo classico
Alcoolosi o nevrosi alcolica
Dipsomania
Alcoolismo sintomatico
Alcoolismo classico.
Riguarda il 45%-50% di soggetti dediti all’alcool, in prevalenza maschile è
caratterizzato da una personalità precedente pressoché normale, si ha spesso
consumo di birra o di vino,le quantità sono elevate e il consumo è quotidiano e
continuo, spesso in compagnia.
Le ubriacature sono eccezionali, si ha piacere per le bevande alcoliche e
assenza di sensi di colpa.
Si ha tolleranza elevata e riduzione spontanea agli inizi della vecchiaia.
Alcoolosi o nevrosi alcolica.
Predomina nel sesso femminile ed è caratterizzata da preferenza per
gli aperitivi e i liquori forti e il consumo saltuario, spesso solitario e
dissimulato.
Le ubriacature sono frequenti e atipiche, si ha scarsa attrazione fino al
disgusto per l’alcool, sensi di colpa, con lotta contro la propensione a bere.
L’esordio è più tardivo e lo scompenso più rapido che negli alcolizzati
classici.
Si hanno turbe gravi e precoci del comportamento sociale e sessuale, intervalli
liberi sempre più rari e brevi e frequenti complicazioni psichiatriche.
Dipsomania.
Riguarda decisamente una minoranza di soggetti, e’ il classico
bevitore sobrio durante tutta la settimana, ubriaco nel weekend.
Nei casi più gravi il soggetto può arrivare a bere tutto ciò che trova, anche
alcool puro o acqua di colonia arriva fino alla ubriacatura comatosa che pone
termine alla crisi; successivamente si hanno sensi di colpa molto forti, con
repulsione dell’alcool al di fuori della crisi.
Evolve verso la alcoolosi.
Alcoolismo sintomatico.
Qui si ha una dipendenza puramente psicologica in quanto l’alcool
placa la sofferenza psichica.
Il disturbo sottostante può essere a lungo mascherato dall’abitudine a bere.
Il miglioramento del quadro psicologico va di pari passo con la scomparsa della
intossicazione ma, in certi casi, l’alcoolismo persiste e può evolvere verso la
alcoolosi.
Differenze tra alcoolismo e tossicomania.
Per lungo tempo si è insistito sulle differenze tra alcoolismo e tossicomania,
sull’uso (consumo libero dell’alcool, proibito o regolamentato per gli
stupefacenti), la via di introduzione, la dipendenza (rapida soprattutto nelle
tossicomanie da oppiacei, stabili nell’alcool, il cui consumo si riduce nelle
fasi di intolleranza), l’atteggiamento della società (permissivo verso
l’alcoolista,intollerante verso il tossicomane), il problema sociale, economico
e sanitario (considerevole per l’alcoolista, più limitato per i tossicomani).
Attualmente si mette l’accento sulle somiglianze tra l’eziologia e la terapia
di questi due stati, idea corroborata dal fatto che frequente è l’abuso
associato di alcool e droghe. Gli individui che hanno una debolezza psicologica
ricorrono all’alcool ed ad altre droghe per soddisfare le loro necessità e
venire incontro ai loro disagi.
Sarà l’influenza dell’ambiente (ad esempio la facilità a procurarsi droghe, le
abitudini locali, le leggi, la religione, l’atteggiamento della pubblica
opinione) che determina la sostanza di cui l’individuo abusa.
L’alcoolismo è perciò un fenomeno complesso alla base del quale si trovano
valenze psicologiche importanti di imitazione, autoaggressività, impulsività,
depressione, anche non esiste una specifica personalità predisposta
all’alcoolismo.
Ci siamo interrogati sulla incidenza di una predisposizione genetica non
riuscendo però bene a distinguerla dalla influenza ambientale.
L’alcolismo nella donna è più raro e tardivo,più pregno di sensi di colpa e più
rapidamente scompensato sul piano somatico dell’alcoolismo dei maschi, data
anche la minore tolleranza per motivi biologici è inoltre molto meno tollerato
a livello sociale.
Diagnosi.
Il soggetto etilista si presenta spesso dal medico lamentandosi di aver
difficoltà di concentrazione, di essere stanco e di accusare dolori alle gambe
riferisce di essere stressato per il lavoro, di bere qualche bicchierino, nega
di essersi mai ubriacato, magari afferma che la moglie lo controlla,
confessando però che la sera va al bar a bere con i colleghi.
Si nota che la facies è arrossata,l’alito freddo, accusa tremori e suda.
Riferisce sintomi somatici a livello epatico, neurologico, cardiovascolare, e
un colloquio approfondito rivela disturbi del carattere come irritabilità,
crisi di collera, labilità dell’umore. Si notano inoltre un calo del senso
morale, atteggiamenti chiaramente egocentrici e disturbi della memoria, con
presenza di un alternanza tra aggressività e senso di colpa accompagnati da una
sensazione evidente di incapacità a tirarsi fuori da solo dalla situazione.
Effetti neurologici.
L'alcol agisce direttamente sui neuroni. Incrementa la funzione
del GABA, che è il principale amminoacido inibitorio del sistema nervoso
centrale, aumenta il rilascio di dopamina, stimola il rilascio di sostanze
oppioidi, ed ha proprietà anestetiche.
Gli effetti neurologici causati dall'alcol sono:
Astinenza.
Sintomi frequenti al mattino dopo l'astinenza notturna, costituiti da tremori,
senso di angoscia, irritabilità, nausea, vomito, inappetenza.
I sintomi regrediscono appena l'alcolista inizia a bere.
Con il tempo la sintomatologia peggiora e sopraggiungono anche tachicardia,
arrossamento del viso e delle congiuntive, illusioni (disturbi percettivi),
allucinazioni uditive e visive (zoopsie, visione persone, allucinazioni
che possono essere piacevoli o terrificanti).
Convulsioni da astinenza.
Sopraggiungono tra le 13 e 24 ore dopo aver smesso di bere e di solito
si risolvono spontaneamente.
Delirium tremens.
E’ un delirio causato dalla deprivazione alcolica. Si manifesta con
delirio, agitazione, allucinazioni, convulsioni, tachicardia, febbre,
disidratazione, sudorazione profusa, insonnia. La fase acuta dura circa tre
giorni e si risolve poi con un lungo sonno profondo. Degenerazione
cerebellare alcolica.
E’ associata ad atassia agli arti inferiori, tremore a riposo ed intenzionale.
è caratterizzata dalla degenerazione delle cellule del Purkinje.
Questa malattia è diagnosticata attraverso la TAC e la RMN, che permettono di
individuare la degenerazione.
La terapia consiste nella somministrazione di Tiamina.
Encefalopatia acuta di Wernicke e Sindrome di Korsakoff.
L'encefalopatia acuta di Wernicke è dovuta ad una carenza di tiamina.
Si manifesta con
un'alterazione dello stato mentale , atassia, ed oftalmoplegia.
Il ritardo della terapia può portare a demenza anamnestica cronica permanente
(psicosi di Korsakoff).
Il trattamento consiste nella somministrazione di Tiamina.
Idiosincrasia alcolica.
Questa patologia puó sfociare in un comportamento aggressivo, spesso
associato a fenomeni psicopatici e criminali.
Demenza alcolica e atrofia cerebrale.
E' la via finale comune di tutti gli alcolisti che non rinunciano
all'alcol.
Si ha una progressiva perdita dell'integrità della persona.
Malattia di Marchiafava e Bignami.
è rappresentata da una degenerazione della mielina delle fibre del
corpo calloso con relativa conservazione degli assoni. Il corpo calloso appare
incavato, rossastro, grigio-giallastro.
In questi pazienti, vi era uno stato di demenza, apatia, spesso commettevano
atti e reati a sfondo sessuale.
Terapia
I trattamenti per l'alcolismo includono programmi di disintossicazione
gestiti da istituzioni mediche. Questi possono richiedere il ricovero di un
paio di settimane in reparti ospedalieri specializzati dove possono essere
somministrati farmaci per evitare i sintomi dell'astinenza. Dopo la
disintossicazione, si usano diverse forme di terapia di gruppo o di
psicoterapia individuale, per occuparsi dei problemi sottostanti.
Queste terapie possono essere supportate da farmaci quali il Disulfiram (nomi
commerciali: Antabuse o Etiltox), che causa un forte e rapido malessere dopo
anche la più piccola dose di alcool ingerita.
Qualora si riprendesse il consumo di alcol (in presenza di questo farmaco)
possono avvenire conseguenze assai gravi e persino la morte.
Un altro programma di trattamento è basato sulla terapia nutrizionale.
La maggior parte degli alcolisti accusano problemi nel trattamento degli
zuccheri, con resistenza dell'insulina, che può essere trattata con una dieta
ipoglicemica.
L'ipoglicemia causa un livello discontinuo di zuccheri nel sangue ed il
relativo apporto al cervello.
Ciò coinvolge il comportamento e gli stati emotivi spesso riscontrati fra gli
alcolisti in trattamento.
Gli aspetti metabolici dell'alcolismo sono spesso trascurati con conseguenti
cattivi risultati di trattamento.
Aspetti sociali
I problemi sociali derivanti dall'alcolismo possono includere la perdita del
lavoro, problemi finanziari, condanne per crimini come la guida in stato di
ubriachezza o problemi di ordine pubblico, perdita dell'alloggio e perdita di
rispetto da parte di chi vede il problema come un vizio facilmente evitabile.
Studi approfonditi, dimostrano che l'alcolismo interessa non soltanto gli
alcolisti ma anche e profondamente i membri delle loro famiglie.
I loro bambini possono essere influenzati anche da grandi, generando quella che
comunemente viene definita la sindrome dei figli adulti degli alcolisti.
Molti sono erroneamente convinti che quando la persona ha rinunciato a bere, il
problema sia pressoché risolto.
Tuttavia la gran parte di persone che ha smesso di bere continua a definire sé
stesso "alcolista" o "alcolista in trattamento".
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