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Al mio amico piacciono i travestiti. Come mai?

Ho una curiosità da soddisfare. Un mio caro amico, per tanti versi inappuntabile, ha una vita notturna molto intensa. Passi per le prostitute, ma lui va anche con i travestiti: ora io mi chiedo che cosa ci trovi di particolare, mi ha anche confessato che li preferisce alle donne. Quali sono i motivi che spingano un uomo a travestirsi e che tipo di attrazione possono suscitare?Lo so che nelle sue risposte darà sicuramente la precedenza ai disagi e alle sofferenze, comunque le sarò grato se vorrà rispondermi.

      Antonio Dott. Miscia

      Nel maschio, durante la fase edipica, esiste quella che viene definita “angoscia di castrazione”che esprime il terrore che ha il bambino, rilevando che le femmine non hanno un pene, che esse siano state dei maschietti a cui l’organo è stato amputato e che tutto ciò può capitare anche a lui se non rinuncia ai suoi desideri incestuosi per la madre, ad opera di suo padre. Questa angoscia chiude la fase edipica. Abbiamo anche visto che,nel bambino, all´angoscia di castrazione contribuisce un rapporto fantasmatico persecutorio verso il seno materno, nel senso che sono presenti fantasie di morderlo e amputarlo e che questo si ripercuote a livello ritorsivo sul suo membro per l´equivalente simbolico pene-seno e spostamento della minaccia dalla madre al padre. Il bambino, se il trauma della castrazione è troppo angoscioso, si difende fantasticando che la donna abbia un pene( la madre o donna fallica). A volte l’identificazione avviene, per spostamento,con la sorella maggiore o minore. Il travestito rappresenta la donna fallica sotto i cui vestiti è nascosto un pene, a differenza dell’omosessuale maschio in cui la identificazione con la femmina si verifica senza la fantasia che la donna possegga il membro. Il travestito, che ha un forte orientamento narcisistico, sceglie quindi, come oggetti erotici,gli uomini come fa l’omosessuale maschio. Nel travestimento femminile si ha, rimosso, il desiderio della donna di possedere l´organo maschile (fantasie collegate alla angoscia di virilità e ad angoscie distruttive verso il seno materno) e il suo indossare abiti maschili le permette di giocare ad “essere un uomo”, illudendosi che gli spettatori credano all’esistenza del membro stesso. La dinamica che porta un soggetto a frequentare i travestiti è simile a quello del travestito, con la possibilità di disconoscere la dinamica personale proiettandola all’esterno”: il cliente dice a se stesso “è lui il travestito, io non ho questi problemi”e magari questo bisogno di allontanare tali fantasie da sé può condurlo anche a comportamenti aggressivi verso il travestito stesso.