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Ansia di non avere ansia

Buongiorno,ho 28 anni io sto facendo un percorso con una psicologa da circa 2 mesi e pian piano stanno uscendo cose che non pensavo.Lei attribuisce la mia ansia ad una fase di crescita dolorosa e ad un disturbo post traumatico da stress dovuto una serata passata a torino col mio ragazzo,era una finale di champions lo scorso giugno e siamo rimasti calpestati e travolti dalla folla ho creduto di morire ma per fortuna il mio ragazzo mi ha salvata.Dopo le cure alle ginocchia, circa 2 mesi dopo l’accaduto,ho iniziato ad avere ansia e cercavo in tutti i modi una causa perché immotivata,avevo tachicardia e un peso sullo stomaco e mi sentivo sempre triste e piangevo.Ho creduto fosse dovuta a varie cose “voler smettere di fumare,responsabilità a lavoro,rapporto freddo da parte mia coi miei genitori e via dicendo ma affrontandoli ho capito che non erano queste le motivazioni perché peggioravo e vomitavo non sono andata a lavoro per una settimana,non avevo voglia di far nulla se non piangere.Allora ho deciso di andare dalla psicologa perché non ne venivo a capo.Son passata dal pensare di essere pedofila(ho visto la cuginetta del mio ragazzo toccare per gioco le sue parti intime e mi ha creato imbarazzo ) all’essere lesbica(cosa di cui ero convinta per circa 3 settimane con test vari)e da circa due mesi mi son buttata sul mio fidanzato a seguito del pensiero “se sono lesbica allora forse non mi piace più il mio ragazzo e allora non mi attrae più lo devo lasciare”da li ho iniziato a vedere parti fisiche di lui che prima amavo come brutte”oddio che testa,oddio che naso grande,ma è basso e via dicendo” e questa cosa mi distrugge,faccio test coi colleghi lo paragono a mio fratello e mio papà  lo scruto come con la lente d’ingrandimento,sento la parola cambiamento e mi viene da morire per non parlare dell’influenza che purtroppo mi ha dato l’oroscopo.Da due giorni invece mi sento un pochino sollevata ma mi è sorta un’altra paura “ho l’ansia di non avere ansia”e penso ma allora se non sto male come prima vuol dire che mi sono rassegnata e che credo veramente ai miei dubbi che lo sto lasciando andare e che non credo più in noi.Non riesco a desiderare una famiglia o dei figli,o meglio non riesco ad immaginarla e questo mi spaventa e mi rattrista forse son destinata ad una vita triste e sola o a far la badante zitella dei miei genitori.Sto esaurendo!ha qualche consiglio?la ringrazio
Alessia

      Antonio Dott. Miscia

      Salve il consiglio è quello di proseguire la terapia con la psicologa, se esiste un rapporto di fiducia, in modo esaustivo fintantoché le tematiche ossessive ,i dubbi identitari e la attuale vulnerabilità della sua personalità non si  saranno attenuati fino a scomparire, permettendole un equilibrio psichico in grado di garantirle una soddisfacente serenità esistenziale. Un cordiale saluto