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antonio.miscia@gmail.com

Ansia e blocco motorio

Egregio Dr. Miscia,
le scrivo per conto di mia madre (63 anni), attualmente affetta da depressione con importanti deficit motori di origine psicogena.
Riassumo brevemente la sua complessa storia clinica:
In cura con ansiolitici e antidepressivi da circa 30 anni
In seguito ad eventi familiari altamente stressanti, Anoressia nervosa insorta all’età di 50 anni e durata alcuni anni, fino ad arrivare a 32kg. (Ora condotta alimentare corretta).
IMA trattato con 3 stent coronarici medicati (anno 2012)
Osteoporosi e multipli cedimenti vertebrali, con L1 vertebra plana. No fratture mieliche.
Segni di vasculopatia ischemica a livello encefalico
Diagnosi di fibromialgia. Dislipidemia.

DIAGNOSI PSICHIATRICA: depressione maggiore ad andamento cronico, episodi tipo panico, elevata quota ansiosa, ideazione olotimica per prevalenti idee di colpa, rallentamento motorio, marcata astenia.
TERAPIA ATTUALE: Gabapentin 600 mg al giorno; Sertralina 50 (2); Olanzapina 5 mg; Delorazepam 15 gocce x 3.

Chiediamo il Suo parere per il seguente motivo: da oramai 6 anni, mia madre è vittima di un grave rallentamento motorio (tipo Abasia) di origine psichica, resistente a qualsiasi terapia provata. All’idea di uscire di casa è terrorizzata e, una volta fuori, tende a rallentare la marcia e quindi bloccarsi. È come se fosse impossibilitata ad imprimere una spinta -un ritmo- alla deambulazione e poi intervengono forti tremori, cedimento di gambe e perdita di equilibrio.
Le indagini neurologiche sono tutte negative: RM encefalo e vertebrale; TAC vertebrale; DAT SCAN; PESS; PEM; EMG.
Vorremmo sapere se esiste una terapia psichiatrica (farmacologica e non) specialmente concepita per questi disturbi motori, se vi è un centro specializzato in tali sindromi e se casi del genere sono estremamente rari.

La ringrazio per la gentile attenzione.

      Antonio Dott. Miscia

      Gentile signora, se è possibile esprimere un parere a distanza, non sottovaluterei la importanza di quanto possa incidere sul quadro globale la presenza di vasculopatia di tipo ischemico ,vedendo quali distretti a livello cerebrale siano coinvolti e  se, e come, tutto ciò possa incidere sul problema psicomotorio.  La terapia sembra adeguata, anche se una parola definitiva, a riguardo, la può spendere solo lo  specialista che la segue. Io riterrei opportuno, altresì, permettere a sua madre di poter contare su una psicoterapia di appoggio, integrata da ipnosi, che potrebbero essere molto utili per incidere favorevolmente sia sul quadro depressivo sia sul deficit riguardante la componente motoria.

      La saluto cordialmente