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Cosa ho?

  1. Gentile dottore, dall’età di circa 16 anni, dopo un grave lutto e un successivo evento stressante, ho iniziato ad avere dei forti ed improvvisi attacchi di panico, che, in breve, si sono trasformati in pensieri brutti ( la paura di fare del male a me stessa, ai miei cari …). Periodi durati poche settimane ma vissuti con grande angoscia.  Dopo di questo subentro’ la paura di essere lesbica, paura che respingevo con tutta me stessa per la paura di deludere qualcuno, mi sentivo sbagliata, perché a me, mi chiedevo! Ho avuto il mio primo ragazzo e oggi ho un compagno ed un figlio di 4 anni stupendo. Subito dopo il parto stavo male, spossatezza, testa leggera, angoscia, non ho dormito per 6 mesi…pensando fosse depressione post parto lo psichiatra mi diede antidepressivi, la mia vita diventò un incubo senza fine,  avevo 3000 attacchi di panico, tachicardia fortissima,  pensieri super veloci…ho provato tt gli antidepressivi…niente ..poi mi é stato dato il depakin e sono stata meglio…..l’ho sospeso per 2 anni e mezzo…lo scorso 6 dicembre,  dopo un’esame universitario significativo stessi sintomi: gastrite , tachicardia…..ora questa forte ansia che si scatena mi procura angoscia forte al mattino, pensieri super veloci, paure, irrequietezza …qualche volta specchiandomi non mi riconosco. Vado puntualmente al pronto soccorso….adesso sto riprendendo il depakin all’inizio mi dava pensieri negativi mi sembrava di stare peggio..ora…un po’ questa cosa sta migliorando….quando sono da sola penso di voler essere felice, di trovare il mio principe azzurro….é come se non avessi il coraggio di scegliere…..e di farmi andare bene tt così….non mi sono mai sentita libera, ho sempre creato una me stessa che piaceva agli altri….qst, probabilmente, mi ha messo in crisi…perché nel mio corpo non riconoscevo la mia anima….secondo lei cosa ho???

      Antonio Dott. Miscia

      Salve il problema non è tanto quello di sapere cosa ha, si tratta di un disturbo ansioso depressivo con crisi identitaria, quanto quello di cercare un appoggio terapeutico con uno specialista di fiducia, il che le potrà essere molto utile nel sondare il suo inconscio e permetterle una conoscenza profonda di sé, con effetti positivi che riguardino non solo se stessa, ma anche il rapporto con suo figlio che si trova in una fase molto delicata del suo percorso esistenziale. E’ molto consigliabile non affidarsi solo ai farmaci che hanno un effetto di presenza e che lasciano la situazione psichica immutata, in modo tale che, una volta cessati, i problemi si ripresentano secondo le modalità precedenti. La saluto cordialmente.