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una mamma preoccupata

buongiorno Dott. A. Miscia, mi rivolgo a Lei per un consiglio che riguarda mio figlio di 27 anni: 2°di due figli, a differenza della sorella che comunque ha subito la triste esperienza di una separazione violenta sia prima che dopo, lui è stato vittima del padre, usato come capro espiatorio, per vendicarsi di me dopo la separazione facendo più il male che il bene del figlio. La sorella nonostante tutti i disagi del caso, oggi è laureata, lavora e ha una famiglia, mentre invece lui si domanda ancora cosa vuole fare da grande, girando il mondo continuamente, senza nessun progetto x il suo futuro, ma ancor peggio con un’ insicurezza, mancanza di autostima e pessimismo, che lo rendono scostante ed irrascibile  precludendogli ogni tipo di rapporto sia professionale che sentimentale familiare, addossando a me, principalmente, le cause dei suoi perenni fallimenti, come se fossi un parafulmine! Questo suo stato sofferente ha creato tra noi scontri perenni verbale  di distacco tali che non ci sentiamo per lunghi periodi. ultimamente il padre che lo sta assecondando, mi ha riferito di una sua volontà (cosa che ha sempre rifiutato) di farsi aiutare da uno specialista ma senza l’ausilio di cure terapeutiche in quanto le ritiene inutili e possibili a creare una dipendenza! cosa ne pensa di tutto questo e se secondo Lei se può essergli di aiuto un terapia oltre che di psicoanalisi anche ipnotista. Grazie di cuore del suo interessamento! Luisa

      Antonio Dott. Miscia

      Certo signora, in base a come descrive lei la situazione di suo figlio, è proprio ciò che è opportuno fare, un lavoro psicoanalitico e ipnotico, senza usare farmaci, per mettere in luce le ragioni di questo smarrimento identitario, al fine di  dare solidità al suo Io e sicurezza alla sua personalità, innalzando l’autostima e la percezione del suo valore. La saluto cordialmente