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Vergogna su perversione sessuale e paura del passato

Salve Dottor Miscia le spiego la mia situazione. Sono fidanzato con una ragazza da quasi due anni, ci amiamo follemente e stiamo progettando una vita insieme. Ho sempre risentito del suo passato sessuale che spesso mi ha inibito durante il sesso nel primo anno di fidanzamento, questo perché lei ha avuto un ex per 7 anni il quale le ha fatto veramente provare di tutto, e ribadisco, di tutto. Da un po di tempo a questa parte ho piano piano (credo) superato queste miei insicurezze e paure tant’è vero che inizio a non vergognarmi quando parliamo di sesso con lei e a praticarlo con molta più sintonia ed enfasi, purchè non mi ritrovi in situazione per me nuove, che innescherebbero immediatamente un pensiero inibitorio “questo l’ha già fatto”, quindi concludere il rapporto spegnendomi immediatamente. Credo che anche questo non sia un problema da poco, ma non riesco ad evitare che succeda alcune volte. Il mio secondo problema odierno è il medesimo: Ho iniziato a fare pensieri su cose che vorrei fare con lei ma me ne vergogno profondamente, non sono in grado di capire se sia giusto o sbagliato quel che desidero, se rischio di perderla o di rovinare tutto. Il pensiero che mi sta ossessionando è quello di volerle venire in bocca, più specificatamente mentre lei è molto eccitata e mi guarda molto intensamente emettendo gemiti. Mi spaventa questo pensiero, perché se da una parte mi rende felice nel poterlo eventualmente praticare, dall’altro mi rende ansioso perché non avevo mai pensato a nulla del genere con le ragazze che avevo avuto prima. Mi spaventa e rende nervoso pensare che io sia una persona perversa. Chiedo una sua opinione. Grazie

      Antonio Dott. Miscia

      Salve, la sua non è certo una perversione ma una situazione di inibizione sessuale dovuta al fatto che lei non ha elaborato in modo adeguato l’aggressività verso sua madre e sullo sfondo la competizione con la figura paterna.Da qui deriva il confronto con l’ex che rappresenta invece il suo alter ego disinibito con il quale si confronta, in altri termini e’ un suo sè esportato su una altra figura. Comunque , per elaborare queste dinamiche che sembrano complesse le suggerisco un lavoro psicoanalitico che, date le caratteristiche psicologiche che emergono nella sua lettera potrebbe esserle profondamente utile. Un cordiale saluto.