Domade e Risposte su Sovrappeso e Obesità

Sovrappeso e obesità.
Il peso corporeo umano è determinato dalla massa di tessuti, di organi e di liquidi nel sistema.
Fondamentalmente risente di tre parametri:
1) La statura, nel senso che il peso si sviluppa in modo esponenziale rispetto alla statura.
2) La quantità di liquidi ritenuti. Esso dipende da ormoni (ADH e aldosterone).
3) La quantità di grasso bianco, cioè il numero di adipociti che possiede e il loro riempimento o svuotamento, in base al regime alimentare.
Gli adipociti mantengono costante il loro numero in età adulta.
Nei casi meno gravi è sufficiente una dieta ipocalorica ed esercizio fisico ed eventualmente presidi terapeutici, nei casi più gravi si interviene con terapie chirurgiche.
Per standardizzare il peso corporeo si adopra la tabella dell’ OMS del 1998, che prende in considerazione l’indice di massa corporea IMC o BMI cioè il peso in kg diviso per il quadrato dell’altezza espresso in metri (kg/metri quadri)
VALUTAZIONE IMC,BMI (kg/m. quadro)
SOTTOPESO < 18,5
NORMALE da 18,5 a 24,9
SOVRAPPESO da 25 a 29,9
OBESO da 30 in su.
L’obesità è un fattore di rischio per la salute, tipica delle società del benessere.
In psicologia è classificata come disturbo della alimentazione.
Si definisce obeso un individuo la cui massa di tessuto adiposo sia eccessiva e in grado di essere causa o aggravante di malattie (problemi cardiocircolatori, diabete, dislipidemia, ipertensione, problemi articolari, sindrome da apnea notturna).
Nei casi meno gravi è sufficiente una dieta ipocalorica esercizio fisico ed eventualmente presidi terapeutici, nei casi più gravi si interviene con terapie chirurgiche.
L’obesità può creata da diversi comportamenti alimentari.
Esiste la Iperfagia prandiale in cui si ha assunzione di una grande quantità di cibo per golosità in coloro che se lo gustano o per voracità, in coloro che mangiano rapidamente senza nemmeno assaporare quello che introducono.
In altri casi l’assunzione smodata avviene con continue visite al frigorifero e spiluccamenti, in genere di cibi ipercalorici.
Esiste poi il Binge-eater che ha un comportamento simile al bulimico, cioè presenta un disturbo da alimentazione incontrollabile con sensazione di perdita di controllo.
I fattori determinanti nell’insorgere della obesità sono Fattori metabolici, cioè un rallentato metabolismo basale con riduzione della ossidazione lipidica.
Fattori neurobiologici congeniti e acquisiti (a causa di una scorretta alimentazione del bambino) cioè un’ alterazione dei neuro trasmettitori che regolano l’equilibrio fame-sazietà.
Fattori psicologici.
Soprattutto nella obesità precoce è decisiva la relazione con la madre. Essa può tendere ad iperalimentare il bambino a causa di conflitti inconsci riguardanti il suo ruolo materno.
Questi la portano a negare l’ostilità verso il figlio dandogli cibo attraverso l’equazione cibo-affetto:”ti nutro perché ti amo”, garantendosi inoltre riguardo ad angosce di separazione nei suoi confronti.
A volte l’iperfagia si manifesta in occasione dei conflitti affettivi della pubertà e adolescenza come mezzo di lotta contro l’angoscia e la depressione scatenate dalla incapacità di accettare entro di sé la dimensione di adulto e la propria sessualità.