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Fissazioni strane e invalidanti

Sono una ragazza di 21 anni. Purtroppo, da un po’ di anni a questa parte, sono soggetta a dei disturbi che ho sempre ritenuto conseguenze della mia insicurezza ed ansia. Quando andavo a scuola (frequentavo il liceo classico) questi problemi erano abbastanza manginali ma nell’ultimo periodo (adesso vado all’università) sono diventati davvero invalidanti. Non so con quale nome possano essere definiti ma si trattava, inizialmente, di un vizio-sfogo che mi portava a strofirmi la pelle della fronte, o ad annusarmi le mani, quando svolgevo attività che mi impegnavano mentalmente (soprattutto di natura scolastica). Il compiere questi gesti in maniera compulsiva, sebbene fosse fastidioso, non mi impediva di svolgere tutte le attività e i compiti che volevo e dovevo fare. Spesso però mi procuravo infezioni alla pelle o mal di testa. Lo stress e l’impegno richiesti al liceo erano notevoli ma, nonostante ciò, ho terminato il percorso senza grossi problemi. Adesso faccio il secondo anni di università e da circa un anno e mezzo ho iniziato ad avere un altro vizio che ha sostituito gli altri, e che si è trasformato in vera e propria ossessione. Tutto è iniziato quando ho scoperto una lieve protuberanza, un gonfiore cartilagineo sul lato sinistro naso. Per la verità non so se fosse presente anche prima ma non ci avevo mai fatto caso. In poche parole, da allora, è diventata una fissazione sempre più ingombrante. Dottori, amici e familiari mi hanno rassicurato più volte sulla non gravità della cosa e sul fatto che all’apparenza non si veda nulla di anomalo sul naso, ma a poco sono servite le loro parole. Ciò che per gli altri risulta essere irrilevante per me è diventata una questione di primaria importanza, tanto da impedirmi di seguire le lezioni all’università, studiare o guardare la televisione. Questo perché ogni momento è buono per schiacciarmi il naso, è come se provassi soddisfazione nel controllare e nel premere continuamente la cartilagine del mio naso. Mi illudo sempre che  così facendo il bisogno passi ma, dopo aver premuto il naso, la voglia di farlo aumenta e con essa anche l’ansia… E così arrivo a fine giornata senza aver fatto nulla di buono e col naso dolorante. Non so come uscire da questa situazione, alcune persone mi hanno detto che dovrei trovare impegni che mi permettano di relazionarmi maggiormente con gli altri. Infatti, da quando ho finito la scuola, sono poche o nulle le occasioni di svago e di confronto con gli altri. Le mie giornate sono quasi tutte piatte e monotone, senza particolari stimoli. Questo mi permette mi concentrarmi ancora di più sul mio corpo, di accanirmi sul naso, talvolta, se ci penso, inizio anche a strizzare gli occhi in maniera volontaria e compulsiva. C’é stato un periodo in cui mi concentravo sulla mia respirazione e avevo l’impressione che per respirare mi dovessi impegnare e sforzare, quasi non fosse un atto involontario. Ovviamente non era come pensavo, ma questo mi procurava ansia e dovetti ricorrere a visite specialistiche. Noto però che tutte queste paranoie svaniscono con facilità nel momento in cui riesco a distrarmi o svagarmi, per esempio guardando un film che mi piace, ascoltando la musica o parlando con un’amica. Insomma vorrei capire cosa potrei fare per sentirmi meglio e per poter riprendere una vita normale. Molti mi dicono che penso troppo e forse questa è la causa di tutti i miei mali, che dovrei trovare degli impegni nuovi. Spero si tratti di qualcosa facilmente risolvibile, perché il timore è che questa fissazioni possa essere sostituita da una nuova e così via. Grazie in anticipo per l’attenzione e i consigli a riguardo!

      Antonio Dott. Miscia

      Infatti, il problema, di tipo fobico ossessivo, se non viene affrontato radicalmente ,attraverso una buona analisi, tenderà a spostarsi e non potrà esser affrontato radicalmente con metodiche semplicistiche, per esempio incrementando una più vasta  socializzazione da cui , invece il disturbo  tende ad allontanarla. Esiste una aggressività diretta verso il suo sé con abbassamento della autostima e senso di disvalore della sua persona. Il suo pensare “troppo” è inevitabile, avendo lei una libido introvertita e legata a fantasie inconsce. La musicoterapia può essere alleviante, ma ha il difetto di non essere conoscitiva. e, appunto, solo entrando nell’antro dell’inconscio, potrà scoprire  le ombre che parassitano i suoi pensieri, le quali, una volta portate alla luce, non potranno più svolgere la loro attività patogena. La saluto cordialmente