Buongiorno Dottore .

Ho 32 anni e sono Omosessuale . Le scrivo perché vorrei provare a capire un pò più di me attraverso le sue parole ( ho letto molto del suo sito, e non ostante io vada già in terapia, mi piacerebbe avere un suo parere ) .

 

Fin da bambino mi sono  sentito poco considerato e poco visto . Devo aver sviluppato l’idea che non potevo contare sui miei genitori e che in qualche modo disturbavo con i miei problemi e i miei bisogni .Mi sentivo umiliato e preso in giro.  Mi sentivo sbagliato e diverso . Una pecora nera all’interno di un sistema ordinato e giudicante . Allo stesso tempo mi sono sentito in dovere di prendere in carico i problemi di mia madre(donna molto bisognosa emotivamente), lasciando che mi strumentalizzasse come un pupazzo per sentirsi tranquilla e non sola.Sono quindi cresciuto diventando succube e servizievole nei confronti dei miei gentiori, educato, volto al sacrificio e ai valori familisti, sempre cercando di non disturbare con i miei problemi e con le mie richieste. Allo stesso tempo ho cominciato a covare rabbia dentro di me per il mio stato di impotenza e frustrazione e ho cominciato a crearmi un ideale interno di persona forte, non bisognosa, un po cinica e sopratutto alla ricerca di libertà . Mi sono anestetizzato internamente dalla famiglia mantenendo una facciata da bravo ragazzo.

Nella mia vita ho avuto due sole relazioni, molto diverse tra loro ma accumunate da una stessa durata (6 mesi )e una stessa fine . La fine consisteva in me che preso da un senso di oppressione e pesantezza decido di recidere il rapporto senza affrontare il problema con l’altro e tentare di risolverlo . E a seguito di ciò un enorme sentimento di senso di colpa e un enorme sensazione di vuoto e solitudine ( con rimuginazione sul tornare indietro nei mie passi ) .

Ciò che credo che succedè è che dopo la conquista dell’altro, in me subentra la noia . Sapere che l’altro mi ama mi demotiva perché non lo devo più conquistare e so che questo accade perché fin da piccolo ho cercato invano di dimostrare e rincorrere l’approvazione dei miei genitori . Quando però realizzo questo calo motivazionale, sento il bisogno di cercare nuovi stimoli ( sesso occasionale / viaggi da solo / trasferirmi in città nuove/ cambiare lavoro ), e perciò mi sento colpevole e cattivo, come se fossi un impostore all’interno del rapporto. Mi trovo quindi davanti ad un bivio di dover decidere se continuare una relazione che appaga il mio bisogno di amore e riconoscimento o cercare di raggiungere la mia immagine idealizzata . Un immagine  idealizzata che mi ha fatto cambiare 9 città, e vivere in maniera discontinua fino adesso .

Non riesco a trovare una mediazione tra il mio bisogno di stare in una relazione e la mia ricerca di indipendenza ( o meglio la volontà di dimostrare di essere indipendente ) . Ho un se idealizzato che mi spinge a cambiare continuamente, a cercare nuovi stimoli, a cambiare partner e a cercare avventure. È come se fossi un ancora un adolescente a 32. Solo che mi accorgo che questa cosa non si placa e che il tempo passa e lamento il fatto di non riuscire a costruire un rapporto  e comincio a riconoscere di averne bisogno.

L’ultima relazione era sana. Lui mi voleva bene ed era una persona di grande stima . Era comprensivo, e intelligente . Ma non ostante questo non riuscivo ad abbandonarmi alla relazione per paura di non realizzarmi, di rinunciare alle idealizzazioni che mi ero creato, per paura di rinunciare a delle ipotetiche opportunità che la vita avrebbe potuto darmi .Mi sentivo in trappola, e lo incolpavo inconsciamente di essermi da ostacolo non ostante lui mi abbia sempre incoraggiato  a fare quello che volevo e sentivo .

Io mi spremo le meningi ogni giorno, leggo, cerco di capire se il mio è un problema di dipendenza, cotrodipendenza, narcisismo . Vorrei etichettarmi per capire poi la strada da seguire. Invece procedo a tentoni rimuginando sul passato, e rammaricandomi per essere scappato per l’ennesima volta, non ostante non sappia comunque come gestire un eventuale passo indietro .

Vorrei riuscire a smettere di ricorrere situazioni idealizzate dove mi sento forte, felice e libero . Vorrei potermi lasciare andare con il partner senza la pura di perdermi qualcosa, o di fare la scelta sbagliata . Vorrei trovare pace dentro di me e smettere di scappare dalle situazioni.

La ringrazio

p.s. Mi chiamo Nicola Leone e sono stato un suo paziente circa 9 anni fa per un annetto ( mi mando la dottoressa cinelli ). Non credo che si ricorderà di me,
La ricordo con affetto e per questo le ho scritto perché mi interesserebbe sapere cosa ne pensa. Io sto bene, e cerco di risolvere i misfatti della vita 🙂 Grazie

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