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Psicoterapia cognitivo comportamentale vs psicanalisi

salve, sono un borderline, anche mancando i tratti tipici come autolesionismo e aggressività nessuno se l’è sentita di darmi dello psicotico in senso puro del termine, diciamo che l’aspetto più evidente in me è l’affettività negativa e la mancanza di identità come se vivessi continuamente in uno stato di incoscienza che non raggiunge mai livelli da ricovero o terapie farmacologiche pesanti e mi è stato accennato nell’mmpi2 che risulta anche un disturbo post traumatico da stress e quindi sono stato etichettato genericamente come borderline! finchè ci sono stati 4 anni di psicoterapia psicoanalitica che usa poco o perlomeno all’inizio l’uso di etichette andavo in qualche modo avanti con anche delle microevoluzioni.. il cosiddetto divenire, l’integrazione, insomma mi è stato prospettato un percorso abbastanza speranzoso, purtroppo come la patologia vuole il terapeuta è diventato persecutore, un nemico da annientare tant,è che misono reso di colpo inadatto al lavoro psicanalitico. il netto peggioramento soprattutto x l’impulsività e l’angoscia c’è stato con quest’ultimi mesi di psicoterapia cognitivo comportamentale, ho elaborato una mia teoria pensando che il contenitore che mi permetteva di andare avanti nella psicanalisi, nella psicoterapia cogni. comp.non funziona e non fa parte del loro modo di agire, e ho vissuto una sorta di implosione di identificazione proiettiva, a questo punto le chiedo: con la psicanalisi arriva il punto, anche molto presto a questo punto, che non c’è alleanza ma persecuzione con cognitivo comport. le identificazioni proiettive mi tornano indietro più pericolose di prima nessuno psichiatra mi da i farmaci se non antidepressivi che a me non fanno niente.. cosa devo fare???? a questo punto visto e considerato che è un disturbo cronico grave e invalidante perchè non suicidarsi???? grazie nel caso mi rispondesse

      Antonio Dott. Miscia

      Salve, nel lavoro analitico effettuato non è stato elaborato il transfert negativo, frutto delle identificazioni proiettive. Perciò il lavoro è incompleto e ha bisogno di essere portato a termine.L’instaurarsi dell’alleanza terapeutica può avvenire anche precocemente o non istaurarsi affatto. La reazione ostile si evidenzia anche nei confronti degli psichiatri attraverso il rifiuto della terapia antidepressiva.Il suggerimento perciò è quello di portare a termine il processo terapeutico psicoanalitico con un analista di fiducia- Un cordiale saluto. Antonio