Ipnosi e false mitologie

È,innanzitutto, opportuno sfatare la credenza erronea la quale sostiene che la induzione ipnotica è possibile solo con soggetti “deboli”, psicologicamente suggestionabili o “creduloni” ad opera di un abile manipolatore di psichismi dotato invece di carattere forte e carismatico.
È vero il contrario, poiché la pratica ipnotica, quando viene svolta adeguatamente, presuppone una costante collaborazione tra specialista e cliente; essa è tanto più profonda ed efficace quanto più il soggetto è dotato a livello cognitivo, cioè quanto più spiccati e sviluppati sono i suoi parametri intellettivi, introspettivi e di insight, quanto più, cioè, il suo mondo interno è articolato e complesso.
Non corrisponde al vero nemmeno l’idea che non è possibile resistere all’ipnosi, infatti possiamo rilevare come non si possa ipnotizzare un soggetto che abbia verso questa pratica un rifiuto conscio o inconscio.
La trance ipnotica è uno stato dissociativo, ad espressione psicosomatica, caratterizzata da alterazioni spazio-temporali, i quali, d’altra parte, si presentano anche spontaneamente nella quotidianità: per esempio quando guidiamo l’auto e siamo immersi nei nostri pensieri con la guida che avviene in modo automatico o, in genere, quando veniamo assorbiti da un evento di qualsiasi tipo che ci porta,attraverso una scissione dell´io, a perdere contatto con l’hic et nunc del momento (films, messaggi pubblicitari, stati di innamoramento, etc.).
Con la tecnica ipnotica questi stati possono essere evocati al fine di permettere al soggetto di perseguire un assetto di tipo meditativo che ne amplifichi esponenzialmente la potenzialità e la creatività psichica e che sia utilizzabile inoltre a fini terapeutici.