Fobie

Sono paure angosciose di fronte ad un oggetto o ad una situazione che non hanno carattere reale di pericolosità, che sfugge al controllo volontario e innesca manovre di esitamento.
Vari tipi di fobie: Agorafobia, la più frequente e invalidante, è la paura degli spazi aperti e di luoghi pubblici.
Di fronte alla situazione che scatena la fobia, il soggetto prova un malessere intenso, una sensazione di vertigine ed oppressione, la paura di perdere il controllo di sé, svenire o morire e, qualche volta, sensazioni di derealizzazione e depersonalizzazione.
Essa può essere prevenuta con manovre di esitamento, rinunciando ad uscire o a frequentare posti temuti, con regole che spingono i soggetti a percorrere sempre le stesse strade e in zone rassicuranti (la sua zona, il quartiere) e usando stratagemmi rassicuranti come per esempio farsi accompagnare da una persona di fiducia.
Inoltre esistono la claustrofobia (paura di luoghi chiusi) la quale può presentarsi isolata o associata alla precedente che porta ad evitare ascensori, sottopassi, metropolitane e a scegliere al cinema o a tavola, in compagnia, il posto vicino all’ uscita o, in ogni modo, il più idoneo a vie di fuga; le fobie sociali (paura di parlare e di mangiare in pubblico, terrore degli esami), la ereutofobia (paura di arrossire che viene spesso antagonizzata da occhiali scuri, uso di abbronzanti, fondotinta...) Inoltre la zoofobia paura di animali, in genere insetti ma anche cani (che inibiscono per es. al soggetto attività fisiche all’aperto), la nosofobia (che è alla base della ipocondria) la quale consiste nella paura di essere ammalato in genere di malattie gravi come tumori e che spinge il soggetto a sottoporsi ad una serie interminabile di esami clinici (ovviamente mai rassicuranti, dato che il problema è simbolico e non realistico), accompagnata spesso da paura dei microbi, dei veleni, della sporcizia, la dismorfofobia, la paura di essere ripugnante, diffusa o incentrata su particolari del corpo (naso, seno, capelli...)