Salve, le scrivo perchè ho bisogno di un supporto esterno, 3 anni di psicoterapia con iniziale luna di miele con relative aspettative grandiose di guarigionepensando che la terapia avvalorasse la mia falsa identità(il falso mè)costruito forse x compensare una ferita narcisistica di dimensioni stratosferiche!la mia è una depressione pervasiva con angoscia fortissima!quelli che voi chiamate oggetti interni x me non esistono e se esistono sono persecutori e cattivi visto che o il farmaco o la terapia ci dev’essere altrimenticrollo in maniera quasi autistica se non del tutto!dopo il bel rapporto iniziale col terapeuta è iniziatol’inferno.. identificazione proiettiva etc etc…da qui è iniziato il trauma: grave disturbo di personalità non si capisce bene se borderline istrionicoe quanta roba ancora!avrei voluto saperle prima queste cose.. sono distrutto perchè ho capito che non avròmai una vita normale..il mio sembra un conflitto schizofrenico: desiderio di fusione paura di perdere me stesso. cercare di aprirsi all’esperienza ma negarsi sempre x paura di chissà cosa.. il terapeuta mi dice che c’è stato un trauma nell’infanzia!in effetti ho ancora bisogni materni ma ogni ragazza che c’è stata nella mia vita non è stata una brava mamma e sto facendo la stessa cosa col terapeuta! la mia prognosi a quanto pare è pessima e sono indeciso se imbottirmidi psicofarmaci x non pensare o proseguire la dolorosissima psicoterapia che mi ha fatto prendere coscienza del mio handicap!praticamente sono handicappato.. non sviluppato! è difficile rispondermima come si fa a sopportare un dolore del genere?vorrei riuscire a vedere oltre e costruttivamente ma mi chiedo come posso farlo! la saluto
Salve,lei non specifica quale psicoterapia sta seguendo ma, se è di tipo psicoanalitico ( interpretazione del transfert, lavoro sulle difese, accordo terapeutico),3 anni , specie a ritmo non intensivo, sono un lasso di tempo relativamente breve. Inoltre, aspetto fondamentale , non parla del rapporto con il suo terapeuta,se cioè tale rapporto è attualmente sufficientemente deambivalente, se il rapporto stesso è stato interpretato in chiave storica e relazionato con le figure di riferimento e tanti altri aspetti che sarebbe fondamentale conoscere.Le dico comunque che, se il terapeuta raccoglie la sua fiducia, è importante continuare fintantochè lei possa contare su una introiezione cospicua di oggetti interni bonificati,il che le permetterà di contare su un Io cospicuamente aderente alla realtà ed un narcisismo sufficientemente autoreferenziale e adeguatamente resistente alle frustrazioni.Ricambio i saluti. Antonio